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L'edificio in cui è ospitato l'ITAS Santorre di Santarosa è un esempio di architettura di epoca fascista. Fu innalzato nel 1936 come sede del Gruppo Rionale Fascista e intitolato al giovane squadrista Amos Maramotti, ucciso nel 1921 durante l'assalto alla Camera del Lavoro di corso Siccardi. All'ingresso dell'edificio si può notare la torre vetrata alta 29 metri che rappresenta un fascio littorio stilizzato.
Alla caduta di Mussolini (26 luglio 1943) numerose manifestazioni popolari presero di mira le sedi e i simboli del regime, tra cui il circolo Maramotti.
(tratto da: Torino 1938-45. Una guida per la memoria, Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, ISTORETO[collegamento ad una pagina esterna])
Carlo Chevallard, all'epoca dirigente di una piccola azienda metalmeccanica impegnata in produzioni di guerra, ricorda quei giorni nel suo diario: "... Cominciano a circolare le notizie su episodii di ieri [26 luglio 1943]: l'esplosione popolare è stata blanda ma neppure totalmente innocua .... Al Gruppo Maramotti, dove il fiduciario Mondino con un gruppo di fedeli si è asserragliato dentro e ha fatto fuoco, è successa la tragedia peggiore. Mondino e parte dei suoi son stati uccisi a fucilate: gli altri sono periti nell'incendio appiccato all'edificio.
(tratto da: Diario 1942-45. Cronache del tempo di guerra., C. Chevallard, 2005, BLU Edizioni
Alla fine della guerra l'edificio subisce destinazioni diverse. Una donna, residente nel quartiere San Paolo, ricorda: "Dopo la guerra è diventato un circolo comunista intitolato a Luigi Capriolo e nella grande palestra è stata organizzata una sala da ballo. Allestita in modo semplice era sempre affollata ed era molto simpatica perchè le ragazze potevano anche entrare da sole. È stata in uso per molti anni, ma io ci dovevo andare di nascosto perchè mia madre assolutamente non voleva che io andassi "a ballare con i comunisti "."
(post del 6 marzo 2006 recuperato dal blog SANPABLOG [collegamento ad una pagina esterna])
Dopo aver ospitato la sede dei maggiori partiti politici e un ambulatorio periferico dell'INAM, dal 1956 l'edificio viene destinato ad ospitare la Scuola Statale Professionale Femminile "Santorre di Santarosa" di Torino, secondo precisi accordi intervenuti tra il Demanio Statale e l'Amministrazione cittadina. All'epoca i locali versavano in stato di degrado, tant'è che la situazione fu oggetto di una interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati da parte dell'onorevole Castagno.
L'on. Castagno presentò ai ministri della pubblica istruzione e delle finanze la sua interrogazione "per sapere se siano a conoscenza delle condizioni di grave disagio e di pericolo in cui è stata tenuta e verrà presto maggiormente a trovarsi la scuola statale professionale femminile Santorre Santarosa di Torino per la pretesa del demanio dello Stato di fare occupare una parte cospicua dei locali dell'ex circolo rionale fascista A . Maramotti – in cui la scuola è allogata – da un ufficio postale di raccolta e smistamento di pacchi postali."
Nell'interrogazione si ricordava che "dal 1956 ad oggi, nei locali lasciati liberi, nessuna opera è stata compiuta né dal genio civile né dal comune, onde lo stato di essi è andato a mano a mano degradando, con disdoro della attigua scuola, la quale è costretta in locali angusti e parzialmente inadatti e deve svolgere le lezioni a turni per le allieve; la minacciata installazione del servizio di raccolta e smistamento dei pacchi postali arrecherebbe un grave disturbo all'attività scolastica per l'intenso movimento di mezzi di trasporto, per la promiscuità del personale maschile con le giovani allieve, per i rumori e così via; per cui il solo annunzio di una visita di tecnici delle poste e telecomunicazioni ha creato un vivissimo allarme nel corpo insegnante della scuola e nelle famiglie della zona, forti proteste ed invio di petizioni alle autorità locali. La scuola professionale femminile Santorre Santarosa è la sola di tale tipo (statale) in tutta la regione (Piemonte) e – dato l'affollamento attuale e le pressanti richieste – ha assoluto bisogno di ampliamento e di migliore sistemazione, cosa possibilissima con l'occupazione dell'intero stabile, come era previsto. L'interrogante chiede, pertanto, quali urgenti provvedimenti intendano prendere i ministri interessati, per indurre il demanio dello Stato a consegnare tutto lo stabile in oggetto – e sollecitamente – al comune di Torino ad uso della scuola statale, lasciando che il servizio postale dei pacchi trovi diversa, più opportuna e più idonea installazione altrove."
(
Atti parlamentari, seduta del 30 maggio 1960 [collegamento ad una pagina esterna])
Non si conosce la risposta all'interrogazione parlamentare poichè, vista l'assenza in aula dell'on. Castagno, essa fu data ... per iscritto.
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